BIOGRAFIA DI TIZIANA RETTAROLI

 

 

INSEGNANTE  di  ANUKALANA YOGA , YOGA INTEGRALE E MEDITAZIONE.

Tutto in noi è collegato. Quando troviamo l’equilibrio nel corpo, lavorando con le posture di yoga, questo ha ripercussioni anche a livello psicologico ed emotivo. Se raggiungi il tuo equilibrio interiore sei aperto al cambiamento, abbandoni il giudizio, sviluppi la gratutudine, lasci andare ciò che non serve, scopri il sogno della tua anima. Questo è lo yoga, l’unione cioè tra corpo mente e spirito. Durante le mie lezioni le asana saranno il mezzo per svilppare le condizioni di equilibrio interiore che dal corpo si trasferiranno alla mente migliorando la qualita della vita e delle relazioni sociali .

(cit Tiziana Rettaroli  “La geometria sacra delle asane” prossimamente in versione E book sul mio sito)

 

 

Tiziana Rettaroli inizia a praticare Yoga nel 2008 , dopo molti anni di danza classica, moderna e contemporanea, studiata in USA soprattutto a Los Angeles e New York, passando attraverso diversi stili: Iyengar yoga, Ashtanga yoga, Hatha yoga, Vinyasa flow, Yoga Dance, Anukalana yoga. Consegue il diploma di Insegnante di Anukalana Yoga e Yoga Integrale e meditazione presso il centro Samadhi a Firenze con Jacopo Ceccarelli. Certificata nell’ albo internazionale di Yoga Alliance , Ryt  500 hr e registrata presso l’albo nazionale di insegnanti di Yoga Yani svolge attivita di insegnamento sia a Venezia che in altri centri e città d’Italia.

Allo Yoga festival di Milano nell’edizione del 2015 presenta  il suo concetto di “Yoga delle 8 trasformazioni dell’essere” , e cioè otto aspetti della nostra mente che possono essere risvegliati nella memoria delle nostre cellule, dalle forme che il corpo assume facendo yoga e poi trasportati nel quotidiano: otto sequenze in stile Anukalana yoga abbinate alle stagioni, ai momenti della giornata, alle tappe fondamentali della vita dell’uomo.

A Venezia insegna Anukalana Yoga, Yoga Dance e laboratori coregrafici, in modo particolare per adolescenti, giovani adulti, ballerini, e Hatha yoga per persone con problemi posturali, per persone in sovrappeso e/o con problemi generali di autostima per persone  stressate da  superlavoro o difficolta generali derivanti dalla gestione dei problemi quotidiani

In varie città d’ Italia conduce gruppi di yoga in siti esoterici dotati di particolare interesse dal punto di vista architettonico ed energetico. per praticare quella che lei definisce unione sacra con le energie dei luoghi. Gli incontri sono in stile Guerrillia yoga.

Conduce seminari e laboratori coreografici di yoga abbinati a I Ching ed al potere della mente di creare intenzioni e realizzarle utilizzando le forme del corpo.

                              Lo yoga non può essere distinto dalle intenzioni ma sempre al suo servizio

(cit. Tiziana Rettaroli)

 

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info@tizianarettaroli.com

 

Workshop e seminari

  1. Yoga Festival Colli Euganei 2015  con “ Lo yoga delle otto trasformazioni dell’essere”
  2. Yoga Festival Milano 2015  con  “ Anahata Yoga, il tempio del cuore”
  3. Yoga Nomade 2015  con “  La danza delle quattro stagioni
  4. Treviso Yoga DAY Special Guest 2016,  con “ Tre pratiche di Vinyasa flow e tecniche di connessione con i luoghi
  5. Yoga Shake  con “ Rosso yoga ” e “ Pink Floyd and Yoga dance al tramonto “, Viterbo giugno 2016
  6. Guerrillia yoga nel Campiello dei Miracoli” , novembre 2013,
  7. Venezia “Cavalcare la coda del drago”, Yoga in punta della dogana 21 dicembre 2013
  8. Venezia Far Yoga in Naranzaria, gennaio 2014
  9. Venezia “ Sulle vie dei templari” Yoga alla Chiesa della Maddalena, febbraio 2014
  10. Venezia meditazione sul ponte di Calatrava, giugno 2015
  11. Venezia “ I sette Templi della Kundalini a Venezia”, Yoga e chakra in sette tappe da Santa Marta a San Pietro di Castello dicembre 2015
  12. Firenze , “ Lo yoga nei percorsi simbolici” : Quattro pratiche di yoga dai Boboli a San Miniato al Monte”, 15 aprile 2016
  13. Roma “ Lo yoga rosso dei guerrieri” Yoga in terra Sabina dalle campagne all’ Abbazia di Farfa, Luglio 2016
  14. Ravenna “  Lo Yoga giallo  e i tamburi sciamanici al tramonto” yoga sulla spiaggia al tramonto
  15. San benedetto in Alpe ” Far yoga sulle ceneri di un altare che vibra ancora ad 11.000 angstrom”
  16. Ancona “ Lo Yoga bianco nella chiesa di Santa Maria di Portonovo, la regina delle acque”
  17. Venezia “ Praticando Yoga lungo i percorsi del Santo Graal”, dal Ponte dei Sette Martiri a san Pietro di Castello Settembre 2016
  18. Lo yoga rosso dei guerrieri Siddha: lasciati fluire , Giudecca novembre 2016
  19. Lo yoga al servizio dell’intento: laboratorio coreografico ,Giudecca festa celtica di Imbold febbraio 2017
  20.  Lo yoga per l ‘equilibrio , Pescara Yoga festival Giugno 2017
  21. Il cerchio sacro della vita: la danza yogica per rappresentare i cicli vitali, Roman festival, luglio 2017
  22.  Yoga e tamburi sciamanici al tramonto sulla spiaggia di fronte al magico castello  di Santa Severa: uniamoci alla coscienza dei luoghi con la coscienza del corpo luglio 2017

Leggi gli articoli seguenti per sapere cosa è la coscienza dei luoghi 

I luoghi di potere del mondo

La coscienza dei luoghi

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Tiziana Rettaroli è architetto, feng shui master , I ching caucher ed autrice del libro

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LA GHIANDOLA DEL SACRO GRAAL

Tutti conoscono la ghiandola pineale e non credo ci sia qualcuno che non abbia sentito parlare almeno una volta di Santo Graal.

Quello che invece potrebbe non essere una cosa molto conosciuta sono le similitudini e o le possibili sovrapposizioni che esistono tra queste due cose.

 

La ghiandola pineale o Epifisi è situata tra i due emisferi del cervello ad un altezza che corrisponde in proiezione a quello che viene definito “terzo occhio” , un elemento della geografia sottile del corpo umano legato alla capacità di vedere oltre.

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Nella cultura vedica IL TERZO OCCHIO viene detto Ayna Chakra , una ruota energetica situata proprio nella zona che si proietta all’interno della testa, a partire dal punto della fronte collocato al centro tra le due sopracciglia.

È il penultimo Chakra quello in cui si sperimenta la fase di visione che precede l’illuminazione e cioè l’Atman il riflesso di Dio nella coscienza individuale.

La ghiandola pineale vista in sezione laterale assomiglia difatti ad un occhio ed è proprio cosi che viene rappresentato dagli egiziani

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La pineale secerne un liquido noto come melatonina che ha delle caratteristiche che lo rendono molto interessante.

La melatonina infatti rafforza il sistema immunitario, rallentando il processo di invecchiamento, ed inoltre agisce soprattutto durante le ore notturne quando il nostro potere intuitivo e le nostre facoltà più sottili si impossessano di noi.

Il liquido prodotto dalla ghiandola pineale, la melatonina, è oleoso ed è curioso notare che in greco si chiama “Cristo” che poi significa l’illuminato.

Colui che riesce a secernere tale sostanza crea all’interno del proprio cervello sinapsi sempre più complesse

Chi beve il suo succo poi sembrerebbe avere accesso ai propri poteri personali, alla visione più ampia, a stati di coscienza espansi e addirittura all’immortalità, slegandosi dalla necessità di cibarsi.

Si narra di una donna australiana che dal 1993 si astiene completamente dal cibo in quanto capace di estrarre questo liquido dell’immortalità, che la nutre, arrotolando la lingua indietro verso l’epiglottide fino a che il liquido, sotto forma di muco, comincia a trasudare.

 

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MA IL SANTO GRAAL COSA HA IN COMUNE CON LA PINEALE ?

Noi tutti sappiamo che il Santo Graal viene descritto come un calice.

La forma fisica del calice lo rende simile all’Epifisi che nella proiezione frontale si presenta a forma di cono rovesciato.

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Secondo la leggenda Il Santo Graal sarebbe il calice usato da Gesù durante l’ultima cena.

Giuseppe d’Arimatea lo utilizzò per raccogliere il sangue dal costato di Cristo crocefisso, il sangue cioè dell’illuminato, il sangue di Dio, l’immortale.

Nella sua forma estesa infatti si chiama Sang Real che significa sangue reale.

Come la pineale raccoglie la melatonina ovverossia l’Amrita il liquido dell’immortalità così il santo Graal è il contenitore del sangue di Cristo, un liquido in grado di conferire a chi lo beve poteri divini e soprannaturali che lo rendono simile a Dio.

Chi beve dal calice può perciò accedere a questi poteri e diventare esso stesso figlio di Dio.

Le vicende storiche e letterarie del Graal difatti sono legate alla eterna ricerca dell’uomo che tenta di superare i suoi limiti e le sue miserie , dell’uomo che cerca l’immortalità per diventare simile a Dio.

Nella saga arturiana ad esempio, ambientata in periodi bui , di oscurantismo, di lotte religiose, di presunte maledizioni, si percepisce il senso del Graal che si allontana dalla vista degli uomini ed è proprio grazie all’intuizione di Merlino che inizia la famosa ricerca per annullare la maledizione.

Poi c’è la tradizione che vuole il Santo Graal intimamente legato ai Cavalieri Crociati e alla Terra Santa.

Le Crociate furono il mezzo difatti che permise la diffusione della tradizione del Graal in Europa.

Il suo viaggio inizierebbe a Gerusalemme per poi passare a Costantinopoli, Castel del Monte, la Francia, l’Inghilterra, Torino, Genova e Venezia.

 

IL GRAAL A VENEZIA

Tutti conoscono Venezia ma non tutti sanno che la sua storia potrtebbe non essere così come viene descritta

Tutto a  Venezia è intriso dii mistero.

Numerose leggende animamo la sua storia  tra cui quella che fosse già stata costruita ai tempi di Attila oppure che emerse così come la vediamo oggi dalle acque.

Alcune tradizioni la vogliono  legata al mito di Atlantide di cui riporta la

planimetria scolpita su una pietra posta sopra l’ingresso del museo archeologico a Torcello.

In realtà l’intera città sorgerebbe su una rete di correnti telluriche che caratterizzerebbero così la sua urbanizzazione.

Lo stesso Canal Grande sarebbe la rappresentazione del temibile serpente o drago,  simbolo delle enigmatiche forze che in alcuni punti diventerebbero fortemente palesi.

Quel drago, metafora della potenza delle forze nascoste nel sottosuolo, è ben conosciuto da chi pratica il Feng Shui, quella tradizione orientale che stabilisce come costruire le case in armonia con tali forze.

E sarà proprio il drago a caratterizzare la città.

Se esaminiamo una qualunque cartina di Venezia vediamo il Canal Grande snodarsi come un serpente o un dragone, tagliando esattamente in due parti la città.

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Abbiamo così la testa, “caput draconis”, ed una coda “cauda draconis”.

Alla fine di quest’ultima troviamo l’isola di san Giorgio, con l’omonima chiesa, scelta non casuale se pensiamo che nella tradizione cristiana San Giorgio è il santo che uccide il drago, e quindi che esorcizza il serpente veneziano, mentre dalla parte opposta vi è la Basilica di San Marco, quasi un modo per neutralizzare queste energie.

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Durante la Quarta Crociata cavalieri e mercanti portarono in città cultura e tradizioni,

dunque non sarebbe impensabile che, nel caso fosse davvero esistito, il Graal nel suo mistico cammino fosse davvero giunto nella città.

La tradizione lo vuole nascosto nel trono di San Pietro, il sedile ove si sarebbe davvero seduto l’Apostolo durante i suoi anni ad Antiochia costituito da una stele funeraria mussulmana e decorato con i versetti del Corano oggi presente nella chiesa di San Pietro in Castello.

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Alcune tradizioni locali, a conferma di ciò, poi, vogliono che nella chiesa di San Barnaba fosse stato seppellito il corpo mummificato di un cavaliere crociato francese dal nome di Nicodemè de Besant-Mesurier, da sempre considerato il custode del Sacro Graal.

MA IL GRAAL ESISTE FISICAMENTE ?

oppure esso è stato utilizzato per animare processi simbolici interni ?

Cosa cerca l’ uomo nel Sacro Graal ?

L’uomo da sempre cerca ciò che il Graal rappresenta e cioè l’immortalità, il pieno possesso dei suoi poteri divini e che non osa pensare possano essere dentro di sé .

Il Graal cos’altro è se non la necessità di rispecchiare all’esterno questo bisogno ?

Tutti noi abbiamo sentito quella storia che racconta come Dio volle nascondere la regalità e l’illuminazione dell’uomo nell’unico posto dove egli non le avrebbe potute trovare.

E quale altro posto migliore per collocare il Graal se non dentro la nostra testa?

Nella pineale , appunto e cioè quella ghiandola che se non coltivata con un percorso spirituale, si calcifica, muore, si disattiva.

Dio nascose il potere dell’uomo di essere come lui nel posto più sicuro dove l’uomo non l’avrebbe mai trovato se non facendo un viaggio, un percorso dentro se stesso.

La ricerca del Graal è insieme scoperta del proprio potere interiore e cammino per l’autorealizzazione attraverso la pineale

Quando molte persone concentrano l’energia dei propri pensieri su un oggetto, l’oggetto è come se si materializzasse ed emana le stesse vibrazioni di un oggetto fisico e “reale” .

Quindi percorrere le vie dove il Graal si suppone sia passato significa unirsi alle vibrazioni ed al pensiero collettivo delle persone che hanno creduto nella “reale” esistenza fisica del magico calice in certi luoghi.

 

CERCARE IL GRAAL A VENEZIA FACENDO YOGA

Io ho percorso uno dei suoi viaggi, per unirmi con pratiche di yoga alle vibrazioni di quel pensiero collettivo sul Graal quello che ha voluto e creduto che il Sacro Calice dell’immortalità fosse passato anche a Venezia e precisamente  nell’isola di Olivolo , l’estrema propaggine della città , un isola che anticamente era piena di olivi e che tuttora è rimasta con quel carattere agreste, priva o quasi di “masegni” e con molte aiuole verdi.

Quì domina un campanile in pietra d’Istria, staccato dalla chiesa, sorta su un’ antico tempio dedicato a Bacco, e ciò che colpisce è il senso di pace che queste architetture trasmettono.

A segnare l’inizio di un percorso che conduce al luogo del Graal a Venezia c’è un ponte che segna il passaggio dalla città del giorno a quella della notte, dalla città attiva a quella meditativa e oltrepassato quel punto si sente la differenza di queste due diverse energie.

È come se si entrasse in un’altra dimensione , l’anima si calma e percepisce il silenzio interiore.

Il ponte in generale è il simbolo del passaggio ad uno stato di coscienza espansa e in particolare questo ponte è contrassegnato da quattro importanti gruppi marmorei che rappresentano un disegno in scala maggiorata di una pigna il cui riferimento alla Pineale è fin troppo palese.

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IL PONTE DEI SETTE MARTIRI A VENEZIA

Una pineale si trova anche nei cortili del Vaticano

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e sulle banconote americane spicca il terzo occhio

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Un caso oppure una consapevolezza degli antichi costruttori veneziani che hanno voluto segnalare l’ingresso alla zona del Graal e cioè, per spingerci oltre con le analogie, l’ingresso ad uno stato di coscienza espansa ?

 

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PRATICANDO YOGA A VENEZIA SULLA VIA DEL SANTO GRAAL

è una passeggiata in cui si ripercorre, facendo yoga, le vie del Sacro Graal a Venezia.

La partenza è sul ponte della Pineale dove si farà un saluto alle quattro direzioni dello spazio per riconoscere le forze intorno a noi e riconciliarci con esse

La prima tappa sarà alla Chiesa di San Giuseppe che un tempo custodiva una delle reliquie più inquietanti: il cuore di san Francesco di Sales, ora custodito a Treviso.

Quì la pratica di yoga sarà focalizzata proprio sui nostri cuori, al fine di attivare quel processo interiore di purificazione.

Il chakra del cuore è il punto di passaggio tra la materialità e la spiritualità.

Tutte le religioni, i guri, i maestri spirituali, insistono sull’amore, sulla purezza del cuore e noi cercheremo proprio attraverso la pratica di unirci alle sue vibrazioni per arrivare puri al luogo del Graal.

La terza tappa è Il GRAAL

Nell’attiguo cortile della chiesa , che sembra rappresentare un vero e proprio varco spazio temporale eserciteremo i due chakra alti, VISUDDHU CHAKRA E POI AYNA CHAKRA con una musica a 936 hertz , la frequenza della pineale

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E saremo pronti per entrare nel luogo del GRAAL

All’uscita sperimenteremo una nuova apertura, una maggiore creatività nel formulare gli intenti, nel collegarci ai sogni, alle idee con la pratica della connessione in rete

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La giornata finisce con il

“Saluto al sole che tramonta”

a Sant’ Elena

e la danza in cerchio

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