LA PAURA TI FÀ INGRASSARE

I motivi per cui ingrassiamo non fanno parte della nostra natura. L’uomo nasce naturalmente magro e se mangiasse solo quando ha fame non avrebbe mai a che fare con problemi di peso.

“Mangia quando hai fame e bevi quando hai sete” , sembrerebbe essere la cosa più semplice del mondo ma le cose non stanno purtroppo così.

Spesso noi non sappiamo resistere al bisogno di masticare qualcosa, ci troviamo in pausa pranzo ad esempio e anche se magari non abbiamo fame, mangiamo lo stesso per non correre il rischio di aver fame più tardi quando poi non possiamo permettercelo.

L’idea di poter rimanere senza cibo è una delle cause per cui noi ingrassiamo e deriva dal ricordo registrato nel DNA dei periodi di carestia.

Sembrerebbe difatti che il corpo si attrezzi per far fronte a questo periodi, immagazzinando nel fegato le riserve e questo succede ovviamente quando di quelle riserve il nostro corpo non ha affatto bisogno.

Il grasso superfluo è perciò il termometro delle nostre paure prima tra tutte quella di rimanere senza cibo. Più grasso abbiamo più significa che queste paure ci hanno indotto a perdere il controllo e con il tempo anche il senso di sazietà .

Un sofisticato meccanismo interiore che ha luogo nel fegato produce attraverso gli ormoni la volontà ad assumere cibo per sopperire ad altre cose: bisogno di affetto, ricerca di sensazioni piacevoli che spesso affiorano in seguito a determinati profumi ed odori, ma il vero obbiettivo del nostro intelligente sistema, è l’accumulo di riserve di grasso.

 

A questo si aggiunge, a peggiorare la situazione, il fatto che spesso mangiamo facendo altre cose, come ad esempio rispondere ai messaggi sul cellulare ecc., senza minimamente avere la mente focalizzata sul contenuto del nostro piatto il quale entra nel nostro stomaco mal masticato, mal assaporato, e questo ci porta ad avvertire ancora fame subito dopo, in quanto la sensazione di piacere derivante da un pasto non è stata pienamente soddisfatta.

 

La soluzione.

-Se hai fame fuori pasto aspetta un pochino prima di mangiare, bevi un bicchiere d’acqua perché forse era sete

-Quando mangi mastica , guarda il tuo piatto gusta il sapore del cibo nella tua bocca stabilisci con esso un rapporto, fallo parlare

– Pensa che il cibo è anche una medicina, anche se buona, perciò non abusarne

– Scegli un cibo di qualità , non serve avere la dispensa piena di tutto, basta poco ma di qualità

 

UMEBOSCHI UN PREZIOSO ALIMENTO CHE GUARISCE LO STOMACO

Tra i rimedi naturali in grado di fare miracoli c’ è l’umeboschi, una prugna salata che i giapponesi utilizzano come condimento per svariate ricette. La più famosa tra queste ricette è quelle del riso basmati all’umeboschi. Il potere terapeutico di questa prugna è veramente enorme in quanto risveglia quel guaritore interiore che è dentro di noi. Essa pur avendo un sapore acido, quando arriva nello stomaco, crea un ambiente alcalino, riequilibrando ed assorbendo i succhi gastrici in eccesso. Si prova subito un grande senso di benessere se, quando c’è acidità di stomaco ed appaiono i classici sintomi da reflusso, si prende un cucchiaino di pasta di umeboschi o se si succhia un suo nocciolo in bocca, in quanto allieva tutte le sintomatologie spiacevoli collegate a problemi gastrici.

 Quando prenderlo:

-Acidità di stomaco

-Sintomi da reflusso

-Piuma nell’esofago

-Bisogno continuo di schiarirsi la gola

umebushi

Ricetta Riso basmati all’umeboschi

-200 gr di riso basmati, bianco, integrale o semintegrale

-un cucchiano di purè di umeboschi o una prugna intera

Mettere il riso in acqua senza sale, con un cucchiaino di purè di umeboschi od una prugna intera e portare ad ebollizione con il coperchio chiuso. Quando bolle abbassare la fiamma e spostare il coperchio lasciando una piccola apertura. Spegnere il fuoco quando il riso ha assorbito completamente l’acqua. Tenere il coperchio chiuso per circa 7/8 minuti e servire con carote in nitukè, semi di sesamo, tamari ed una goccina di olio extravergine di oliva. Accompagnare il pasto con una tazza di tè verde.

RAPPORTI ACQUA RISO

1/2 riso bianco

1/2.5 riso integrale e/o semintegrale