BIOGRAFIA DI TIZIANA RETTAROLI

 

 

INSEGNANTE  di  ANUKALANA YOGA , YOGA INTEGRALE E MEDITAZIONE.

Tutto in noi è collegato. Quando troviamo l’equilibrio nel corpo, lavorando con le posture di yoga, questo ha ripercussioni anche a livello psicologico ed emotivo. Se raggiungi il tuo equilibrio interiore sei aperto al cambiamento, abbandoni il giudizio, sviluppi la gratutudine, lasci andare ciò che non serve, scopri il sogno della tua anima. Questo è lo yoga, l’unione cioè tra corpo mente e spirito. Durante le mie lezioni le asana saranno il mezzo per svilppare le condizioni di equilibrio interiore che dal corpo si trasferiranno alla mente migliorando la qualita della vita e delle relazioni sociali .

(cit Tiziana Rettaroli  “La geometria sacra delle asane” prossimamente in versione E book sul mio sito)

 

 

Tiziana Rettaroli inizia a praticare Yoga nel 2008 , dopo molti anni di danza classica, moderna e contemporanea, studiata in USA soprattutto a Los Angeles e New York, passando attraverso diversi stili: Iyengar yoga, Ashtanga yoga, Hatha yoga, Vinyasa flow, Yoga Dance, Anukalana yoga. Consegue il diploma di Insegnante di Anukalana Yoga e Yoga Integrale e meditazione presso il centro Samadhi a Firenze con Jacopo Ceccarelli. Certificata nell’ albo internazionale di Yoga Alliance , Ryt  500 hr e registrata presso l’albo nazionale di insegnanti di Yoga Yani svolge attivita di insegnamento sia a Venezia che in altri centri e città d’Italia.

Allo Yoga festival di Milano nell’edizione del 2015 presenta  il suo concetto di “Yoga delle 8 trasformazioni dell’essere” , e cioè otto aspetti della nostra mente che possono essere risvegliati nella memoria delle nostre cellule, dalle forme che il corpo assume facendo yoga e poi trasportati nel quotidiano: otto sequenze in stile Anukalana yoga abbinate alle stagioni, ai momenti della giornata, alle tappe fondamentali della vita dell’uomo.

A Venezia insegna Anukalana Yoga, Yoga Dance e laboratori coregrafici, in modo particolare per adolescenti, giovani adulti, ballerini, e Hatha yoga per persone con problemi posturali, per persone in sovrappeso e/o con problemi generali di autostima per persone  stressate da  superlavoro o difficolta generali derivanti dalla gestione dei problemi quotidiani

In varie città d’ Italia conduce gruppi di yoga in siti esoterici dotati di particolare interesse dal punto di vista architettonico ed energetico. per praticare quella che lei definisce unione sacra con le energie dei luoghi. Gli incontri sono in stile Guerrillia yoga.

Conduce seminari e laboratori coreografici di yoga abbinati a I Ching ed al potere della mente di creare intenzioni e realizzarle utilizzando le forme del corpo.

                              Lo yoga non può essere distinto dalle intenzioni ma sempre al suo servizio

(cit. Tiziana Rettaroli)

 

PER INFOS SULLE ISCRIZIONE AI CORSI , INVIA UNA MAIL A

info@tizianarettaroli.com

 

Workshop e seminari

  1. Yoga Festival Colli Euganei 2015  con “ Lo yoga delle otto trasformazioni dell’essere”
  2. Yoga Festival Milano 2015  con  “ Anahata Yoga, il tempio del cuore”
  3. Yoga Nomade 2015  con “  La danza delle quattro stagioni
  4. Treviso Yoga DAY Special Guest 2016,  con “ Tre pratiche di Vinyasa flow e tecniche di connessione con i luoghi
  5. Yoga Shake  con “ Rosso yoga ” e “ Pink Floyd and Yoga dance al tramonto “, Viterbo giugno 2016
  6. Guerrillia yoga nel Campiello dei Miracoli” , novembre 2013,
  7. Venezia “Cavalcare la coda del drago”, Yoga in punta della dogana 21 dicembre 2013
  8. Venezia Far Yoga in Naranzaria, gennaio 2014
  9. Venezia “ Sulle vie dei templari” Yoga alla Chiesa della Maddalena, febbraio 2014
  10. Venezia meditazione sul ponte di Calatrava, giugno 2015
  11. Venezia “ I sette Templi della Kundalini a Venezia”, Yoga e chakra in sette tappe da Santa Marta a San Pietro di Castello dicembre 2015
  12. Firenze , “ Lo yoga nei percorsi simbolici” : Quattro pratiche di yoga dai Boboli a San Miniato al Monte”, 15 aprile 2016
  13. Roma “ Lo yoga rosso dei guerrieri” Yoga in terra Sabina dalle campagne all’ Abbazia di Farfa, Luglio 2016
  14. Ravenna “  Lo Yoga giallo  e i tamburi sciamanici al tramonto” yoga sulla spiaggia al tramonto
  15. San benedetto in Alpe ” Far yoga sulle ceneri di un altare che vibra ancora ad 11.000 angstrom”
  16. Ancona “ Lo Yoga bianco nella chiesa di Santa Maria di Portonovo, la regina delle acque”
  17. Venezia “ Praticando Yoga lungo i percorsi del Santo Graal”, dal Ponte dei Sette Martiri a san Pietro di Castello Settembre 2016
  18. Lo yoga rosso dei guerrieri Siddha: lasciati fluire , Giudecca novembre 2016
  19. Lo yoga al servizio dell’intento: laboratorio coreografico ,Giudecca festa celtica di Imbold febbraio 2017
  20.  Lo yoga per l ‘equilibrio , Pescara Yoga festival Giugno 2017
  21. Il cerchio sacro della vita: la danza yogica per rappresentare i cicli vitali, Roman festival, luglio 2017
  22.  Yoga e tamburi sciamanici al tramonto sulla spiaggia di fronte al magico castello  di Santa Severa: uniamoci alla coscienza dei luoghi con la coscienza del corpo luglio 2017

Leggi gli articoli seguenti per sapere cosa è la coscienza dei luoghi 

I luoghi di potere del mondo

La coscienza dei luoghi

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Tiziana Rettaroli è architetto, feng shui master , I ching caucher ed autrice del libro

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LA GHIANDOLA DEL SACRO GRAAL

Tutti conoscono la ghiandola pineale e non credo ci sia qualcuno che non abbia sentito parlare almeno una volta di Santo Graal.

Quello che invece potrebbe non essere una cosa molto conosciuta sono le similitudini e o le possibili sovrapposizioni che esistono tra queste due cose.

 

La ghiandola pineale o Epifisi è situata tra i due emisferi del cervello ad un altezza che corrisponde in proiezione a quello che viene definito “terzo occhio” , un elemento della geografia sottile del corpo umano legato alla capacità di vedere oltre.

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Nella cultura vedica IL TERZO OCCHIO viene detto Ayna Chakra , una ruota energetica situata proprio nella zona che si proietta all’interno della testa, a partire dal punto della fronte collocato al centro tra le due sopracciglia.

È il penultimo Chakra quello in cui si sperimenta la fase di visione che precede l’illuminazione e cioè l’Atman il riflesso di Dio nella coscienza individuale.

La ghiandola pineale vista in sezione laterale assomiglia difatti ad un occhio ed è proprio cosi che viene rappresentato dagli egiziani

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La pineale secerne un liquido noto come melatonina che ha delle caratteristiche che lo rendono molto interessante.

La melatonina infatti rafforza il sistema immunitario, rallentando il processo di invecchiamento, ed inoltre agisce soprattutto durante le ore notturne quando il nostro potere intuitivo e le nostre facoltà più sottili si impossessano di noi.

Il liquido prodotto dalla ghiandola pineale, la melatonina, è oleoso ed è curioso notare che in greco si chiama “Cristo” che poi significa l’illuminato.

Colui che riesce a secernere tale sostanza crea all’interno del proprio cervello sinapsi sempre più complesse

Chi beve il suo succo poi sembrerebbe avere accesso ai propri poteri personali, alla visione più ampia, a stati di coscienza espansi e addirittura all’immortalità, slegandosi dalla necessità di cibarsi.

Si narra di una donna australiana che dal 1993 si astiene completamente dal cibo in quanto capace di estrarre questo liquido dell’immortalità, che la nutre, arrotolando la lingua indietro verso l’epiglottide fino a che il liquido, sotto forma di muco, comincia a trasudare.

 

OK

MA IL SANTO GRAAL COSA HA IN COMUNE CON LA PINEALE ?

Noi tutti sappiamo che il Santo Graal viene descritto come un calice.

La forma fisica del calice lo rende simile all’Epifisi che nella proiezione frontale si presenta a forma di cono rovesciato.

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Secondo la leggenda Il Santo Graal sarebbe il calice usato da Gesù durante l’ultima cena.

Giuseppe d’Arimatea lo utilizzò per raccogliere il sangue dal costato di Cristo crocefisso, il sangue cioè dell’illuminato, il sangue di Dio, l’immortale.

Nella sua forma estesa infatti si chiama Sang Real che significa sangue reale.

Come la pineale raccoglie la melatonina ovverossia l’Amrita il liquido dell’immortalità così il santo Graal è il contenitore del sangue di Cristo, un liquido in grado di conferire a chi lo beve poteri divini e soprannaturali che lo rendono simile a Dio.

Chi beve dal calice può perciò accedere a questi poteri e diventare esso stesso figlio di Dio.

Le vicende storiche e letterarie del Graal difatti sono legate alla eterna ricerca dell’uomo che tenta di superare i suoi limiti e le sue miserie , dell’uomo che cerca l’immortalità per diventare simile a Dio.

Nella saga arturiana ad esempio, ambientata in periodi bui , di oscurantismo, di lotte religiose, di presunte maledizioni, si percepisce il senso del Graal che si allontana dalla vista degli uomini ed è proprio grazie all’intuizione di Merlino che inizia la famosa ricerca per annullare la maledizione.

Poi c’è la tradizione che vuole il Santo Graal intimamente legato ai Cavalieri Crociati e alla Terra Santa.

Le Crociate furono il mezzo difatti che permise la diffusione della tradizione del Graal in Europa.

Il suo viaggio inizierebbe a Gerusalemme per poi passare a Costantinopoli, Castel del Monte, la Francia, l’Inghilterra, Torino, Genova e Venezia.

 

IL GRAAL A VENEZIA

Tutti conoscono Venezia ma non tutti sanno che la sua storia potrtebbe non essere così come viene descritta

Tutto a  Venezia è intriso dii mistero.

Numerose leggende animamo la sua storia  tra cui quella che fosse già stata costruita ai tempi di Attila oppure che emerse così come la vediamo oggi dalle acque.

Alcune tradizioni la vogliono  legata al mito di Atlantide di cui riporta la

planimetria scolpita su una pietra posta sopra l’ingresso del museo archeologico a Torcello.

In realtà l’intera città sorgerebbe su una rete di correnti telluriche che caratterizzerebbero così la sua urbanizzazione.

Lo stesso Canal Grande sarebbe la rappresentazione del temibile serpente o drago,  simbolo delle enigmatiche forze che in alcuni punti diventerebbero fortemente palesi.

Quel drago, metafora della potenza delle forze nascoste nel sottosuolo, è ben conosciuto da chi pratica il Feng Shui, quella tradizione orientale che stabilisce come costruire le case in armonia con tali forze.

E sarà proprio il drago a caratterizzare la città.

Se esaminiamo una qualunque cartina di Venezia vediamo il Canal Grande snodarsi come un serpente o un dragone, tagliando esattamente in due parti la città.

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Abbiamo così la testa, “caput draconis”, ed una coda “cauda draconis”.

Alla fine di quest’ultima troviamo l’isola di san Giorgio, con l’omonima chiesa, scelta non casuale se pensiamo che nella tradizione cristiana San Giorgio è il santo che uccide il drago, e quindi che esorcizza il serpente veneziano, mentre dalla parte opposta vi è la Basilica di San Marco, quasi un modo per neutralizzare queste energie.

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Durante la Quarta Crociata cavalieri e mercanti portarono in città cultura e tradizioni,

dunque non sarebbe impensabile che, nel caso fosse davvero esistito, il Graal nel suo mistico cammino fosse davvero giunto nella città.

La tradizione lo vuole nascosto nel trono di San Pietro, il sedile ove si sarebbe davvero seduto l’Apostolo durante i suoi anni ad Antiochia costituito da una stele funeraria mussulmana e decorato con i versetti del Corano oggi presente nella chiesa di San Pietro in Castello.

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Alcune tradizioni locali, a conferma di ciò, poi, vogliono che nella chiesa di San Barnaba fosse stato seppellito il corpo mummificato di un cavaliere crociato francese dal nome di Nicodemè de Besant-Mesurier, da sempre considerato il custode del Sacro Graal.

MA IL GRAAL ESISTE FISICAMENTE ?

oppure esso è stato utilizzato per animare processi simbolici interni ?

Cosa cerca l’ uomo nel Sacro Graal ?

L’uomo da sempre cerca ciò che il Graal rappresenta e cioè l’immortalità, il pieno possesso dei suoi poteri divini e che non osa pensare possano essere dentro di sé .

Il Graal cos’altro è se non la necessità di rispecchiare all’esterno questo bisogno ?

Tutti noi abbiamo sentito quella storia che racconta come Dio volle nascondere la regalità e l’illuminazione dell’uomo nell’unico posto dove egli non le avrebbe potute trovare.

E quale altro posto migliore per collocare il Graal se non dentro la nostra testa?

Nella pineale , appunto e cioè quella ghiandola che se non coltivata con un percorso spirituale, si calcifica, muore, si disattiva.

Dio nascose il potere dell’uomo di essere come lui nel posto più sicuro dove l’uomo non l’avrebbe mai trovato se non facendo un viaggio, un percorso dentro se stesso.

La ricerca del Graal è insieme scoperta del proprio potere interiore e cammino per l’autorealizzazione attraverso la pineale

Quando molte persone concentrano l’energia dei propri pensieri su un oggetto, l’oggetto è come se si materializzasse ed emana le stesse vibrazioni di un oggetto fisico e “reale” .

Quindi percorrere le vie dove il Graal si suppone sia passato significa unirsi alle vibrazioni ed al pensiero collettivo delle persone che hanno creduto nella “reale” esistenza fisica del magico calice in certi luoghi.

 

CERCARE IL GRAAL A VENEZIA FACENDO YOGA

Io ho percorso uno dei suoi viaggi, per unirmi con pratiche di yoga alle vibrazioni di quel pensiero collettivo sul Graal quello che ha voluto e creduto che il Sacro Calice dell’immortalità fosse passato anche a Venezia e precisamente  nell’isola di Olivolo , l’estrema propaggine della città , un isola che anticamente era piena di olivi e che tuttora è rimasta con quel carattere agreste, priva o quasi di “masegni” e con molte aiuole verdi.

Quì domina un campanile in pietra d’Istria, staccato dalla chiesa, sorta su un’ antico tempio dedicato a Bacco, e ciò che colpisce è il senso di pace che queste architetture trasmettono.

A segnare l’inizio di un percorso che conduce al luogo del Graal a Venezia c’è un ponte che segna il passaggio dalla città del giorno a quella della notte, dalla città attiva a quella meditativa e oltrepassato quel punto si sente la differenza di queste due diverse energie.

È come se si entrasse in un’altra dimensione , l’anima si calma e percepisce il silenzio interiore.

Il ponte in generale è il simbolo del passaggio ad uno stato di coscienza espansa e in particolare questo ponte è contrassegnato da quattro importanti gruppi marmorei che rappresentano un disegno in scala maggiorata di una pigna il cui riferimento alla Pineale è fin troppo palese.

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IL PONTE DEI SETTE MARTIRI A VENEZIA

Una pineale si trova anche nei cortili del Vaticano

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e sulle banconote americane spicca il terzo occhio

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Un caso oppure una consapevolezza degli antichi costruttori veneziani che hanno voluto segnalare l’ingresso alla zona del Graal e cioè, per spingerci oltre con le analogie, l’ingresso ad uno stato di coscienza espansa ?

 

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PRATICANDO YOGA A VENEZIA SULLA VIA DEL SANTO GRAAL

è una passeggiata in cui si ripercorre, facendo yoga, le vie del Sacro Graal a Venezia.

La partenza è sul ponte della Pineale dove si farà un saluto alle quattro direzioni dello spazio per riconoscere le forze intorno a noi e riconciliarci con esse

La prima tappa sarà alla Chiesa di San Giuseppe che un tempo custodiva una delle reliquie più inquietanti: il cuore di san Francesco di Sales, ora custodito a Treviso.

Quì la pratica di yoga sarà focalizzata proprio sui nostri cuori, al fine di attivare quel processo interiore di purificazione.

Il chakra del cuore è il punto di passaggio tra la materialità e la spiritualità.

Tutte le religioni, i guri, i maestri spirituali, insistono sull’amore, sulla purezza del cuore e noi cercheremo proprio attraverso la pratica di unirci alle sue vibrazioni per arrivare puri al luogo del Graal.

La terza tappa è Il GRAAL

Nell’attiguo cortile della chiesa , che sembra rappresentare un vero e proprio varco spazio temporale eserciteremo i due chakra alti, VISUDDHU CHAKRA E POI AYNA CHAKRA con una musica a 936 hertz , la frequenza della pineale

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E saremo pronti per entrare nel luogo del GRAAL

All’uscita sperimenteremo una nuova apertura, una maggiore creatività nel formulare gli intenti, nel collegarci ai sogni, alle idee con la pratica della connessione in rete

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La giornata finisce con il

“Saluto al sole che tramonta”

a Sant’ Elena

e la danza in cerchio

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EVENTO DEL 23 SETTEMBRE 2016

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YOGA A 936 HERTZ SULLE VIE DEL SANTO GRAAL

Seconda Replica il 22 Ottobre

I SEGRETI DELL’ABBAZIA DI FARFA E LA TERRA SABINA

Quando si arriva in una Basilica di solito si respira quel certo “non so che” , una specie di senso di elevazione che predispone l’animo di chiunque alla pace.

E Farfa di certo non fa eccezione.

Situata in una vallata fortunata in vicinanza di un fiume che si snoda come un serpente tra le dolci curve della terra sabina, Farfa sembra essere appoggiata su due linee sincroniche molto importanti e precisamente, la quinta e la sesta verticali che passano proprio da quelle parti.

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Le linee sincroniche sono, secondo una lettura energetica della terra , linee di possibilità, linee dove scorrono le energie dei pensieri che diventano azioni, degli intenti, dei sogni e dei desideri. I cinesi le chiamano le linee del drago per sottolinearne la forza ed il potere.

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I fiumi fungono da ripetitori delle linee sincroniche e queste due cose insieme , vicinanza ad un fiume e presenza di linee sincroniche, fanno dell’Abbazia di Farfa un luogo veramente speciale.

 

 

La leggenda la vede protagonista di due importanti visioni.

La prima risale a Lorenzo da Siro che veniva dall’Oriente alla ricerca di un luogo dove costruire un’ abbazia per liberare la zona da un terribile drago, la seconda risale al VII secolo quando a San Tommaso, fondatore dell’attuale impianto, apparve in sogno la Madonna che gli chiese di cercare un luogo con tre cipressi dove avrebbe trovato i resti di una basilica a Lei dedicata.

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Sulla profezia dei cipressi si potrebbe già parlare a lungo ma io voglio essere sintetica.

I cipressi sono forme cilindriche che nel Feng Shui vengono utilizzate come canali per raccogliere il C’hi. Sono noti interventi moderni che utilizzano questo sistema come l’esempio delle due torri gemelle di kuala Lampur che fanno da cosidetta bocca d’ingresso del vento.

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Il C’hi entra in questa bocca e poi viene sapientemente attivato da una fontana posta davanti e quindi direzionato con un intelligente gioco di forme stradali verso l’ingresso del centro commerciale antistante.

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Raccogliere il C’hi infatti serve a rendere un posto molto potente con vibrazioni elevate.

Per maggiori info sugli interventi di feng shui moderni ed antichi segui il mio corso introduttivo al Feng shui disponibile on line sul sito dell’Ordine degli Architetti di Venezia. Clicca sul link per entrare

CORSO ON LINE DI FENG SHUI

Tommaso ricostruì, in prossimità dei cipressi e su quei resti , l’attuale Basilica alla quale secondo una ricostruzione storica venne cambiata la direzione dell’ingresso principale e spostata a Sud Est.

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Secondo il Feng Shui il Sud Est è la porta del vento e corrisponde alla ricchezza, alla prosperità, al seme .

È noto a tutti come la basilica da quel momento in poi cominciò a prosperare ricevendo ogni sorta di esenzioni e privilegi da parte di papi ed imperatori, diventando una vera potenza; essa controllava ben 600 tra chiese e monasteri, 132 castelli, 6 città fortificate per un totale di 300 villaggi, 7 porti, 8 miniere, 82 mulini. Ebbe il patrocinio di Carlo Magno che dopo la sua incoronazione sostò nella basilica.

 

Da un punto di vista dei 4 animali ( Tartaruga, Fenice, Drago e Tigre),  una teoria di Feng Shui che studia la collocazione dei luoghi costruiti in rapporto alle forme del paesaggio in cui si inseriscono, la Basilica sarebbe girata di 180 gradi .

 

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La Tartaruga che a Farfa è visibile nel promontoriuo sitato di fronte al portale d’ingresso dovrebbe in realtà essere  sul retro mentre la parte aperta alla vista e senza ostacoli che troviamo sul retro sarebbe dovuta essere di fronte all’ingresso, risultando percio invertite anche la Tigre  e il Drago.

Curioso notare come sullo stipite ci sia una faccia rovesciata di 90 gradi, che di solito si utilizza proprio in quei casi in cui c’è un inversione delle energie relative al sostegno della salute (la Tartaruga e cioè la metafora delle spalle protette), e la prosperità (la Fenice, l’uccello che rappresenta il futuro, il guardare avanti, la vista aperta priva di ostacoli) .

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Sarebbe interessante analizzare come erano le condizioni di salute dei monaci che vivevano in uno spazio di raccolta della ricchezza ma con le spalle scoperte .

E che quel viso rovesciato non abbia avuto proprio questa funzione?

…”90 gradi fanno la magia”, diceva il mio maestro Paul Hung.

Il Feng Shui è un disciplina energetica che affonda le sue radici in Cina ma si sa ormai come quasi tutti i popoli a quel tempo erano a conoscenza di determinati poteri derivanti dal corretto uso a livello costruttivo delle energie.

L’interno della chiesa ha numerose geometrie sacre fatte a lemniscata delle quali la mia amica, Lorena Marconi anche lei studiosa di energie, architetto e consulente feng shui, ha rilevato le vibrazioni con un pendolino.

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La lemniscata è il simbolo dell’infinito e secondo un ipotesi steineriana essa sarebbe la rappresentazione della coscienza che occupa la posizione centrale e cioè la dimensione del presente, quella che noi percepiamo come realtà, mentre le linee intersecanti sarebbero le linee del tempo: dal passato al futuro, una e dal futuro al passato l’altra. La nostra coscienza percepisce lo stato presente ma può muoversi anche in altre dimensioni.

Le vibrazioni di tali geometrie sono risultate più alte al centro nel punto cioè della coscienza.

 

Sopra l’altare un ciborio e sotto di esso una pietra pesante con una scritta che ancora non ho decifrato che copre la cripta sottostante.

13680803_10208653045555736_6456554223779968326_n Nellla  tipica disposizione delle cattedrali gotiche francesi, viene riprodotto l’axis mundi il canale di energia che collega la terra al cielo realizzato dall’allineamento sul piano verticale della cripta, l’altare ed il foro luminoso praticato nel soffitto.

L’axis mundi quì risulta incompleto mancando l’apertura luminosa proveniente dall’alto e senza il Ba gua riprodotto di solito  sul pavimento in corrispondenza dell’asse ed  avente funzione radioestesica in quanto in grado di captare  tutte le informazioni luminose, dall’ultravioletto agli infrarossi.

 

 

Con il mio gruppo di studio, avendo il giorno prima fatto una pratica per rappresentare i nostri intenti con un simbolo dei i Ching, abbiamo deciso di rendere attivi questi intenti, in un luogo così elevato energeticamente e che potesse cogliere tali informazioni. Abbiamo perciò costruito con del filo colorato a terra, in un prato vicino ai tre cipressi una griglia 8×8 , la cosiddetta griglia cosmica, secondo la quale si dispongono in corrispondenza dei nodi, i 64 esagrammi dei i Ching. Abbiamo disposto questa griglia sotto una piramide ed ognuno di noi ha occupato la posizione corrispondente al proprio intento od esagramma, attivando a voce alta , una vibrazione di risonanza alla quale l’universo ha risposto, svelandoci un segreto che nessuno prima aveva notato.

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Vicino al portale di ingresso scolpito su una lastra marmorea era disegnata la rete cosmica, la griglia 8×8 da noi attivata a distanza e che prima nessuno aveva visto.

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Per ringraziare abbiamo creato un offerta all’universo attraverso forme simboliche con il nostro corpo, replicando le geometrie sacre delle asana, davanti al suo ingresso, all’imbrunire e depositati i simboli grafici dei nostri intenti in vicinanza di uno dei tanti segreti dell’Abbazia, quello che ognuno di noi sentiva più vicino alle proprie vibrazioni.13726843_10208664322477652_8209286787720989233_n

 

LO YOGA ROSSO DEI GUERRIERI – 18 Giugno 2016 Viterbo

Le arrabbiature e le passioni quotidiane sono occasioni per imparare a gestire il Fuoco e divenire i Signori della fiamma. In estate domina l’energia del Fuoco. Noi possiamo connetterci con le sue informazioni con lo YOGA ROSSO DEI GUERRIERI, per risvegliare quel giovane che dentro ognuno di noi ci guida al dominio degli impulsi meccanici e ci insegna ad affrontare con coraggio i nostri nemici interiori.
Il rosso è come il fuoco, riscalda ma può bruciare, segnala un pericolo ma anche una passione.
Il signore delle fiamme non ha paura del fuoco, si veste di rosso, non giudica ma osserva e si concentra sul suo obbiettivo …e con l’eco di un lontano grido di guerra fluisce lentamente nel silenzio interiore.
Nelle asana dei guerrieri sperimentiamo il vigore del maschile, il fuoco, il coraggio, il potere, l’impulso giovanile che è rosso, i nemici interiori che ostacolano la risalita verso Anahata e l’anelito a salire.
Sperimentare gli opposti sul piano fisico significa: consapevolezza del movimento frammentato, consapevolezza del movimento guidato dal respiro, consapevolezza della dimensione corporea ( pesantezza, leggerezza), consapevolezza dell’equilibrio. Ciascuna forza deve svilupparsi fino al limite estremo e solo dopo si cerca di ripristinare l’equilibrio. Poichè è impossibile l’equilibrio perfetto in quanto come un pendolo non può mai fermarsi del tutto ma vi sono di tanto in tanto momenti di pace apparente quando l’onda passa da una fase all’altra.
Ogni passaggio ha i suoi tempi e le sue modalità per ognuno.
La nostra mente non può essere stabile del tutto ma anch’essa passerà attraverso gli impulsi contrastanti alla ricerca di in punto intermedio di silenzio e di pace
Il più grande atto d’amore si esprime in questo rispetto: il non giudizio, l’accettazione del flusso di andata e ritorno, di salita e di discesa. Ogni forzatura, oltre ad essere inefficace (dato che,per il principio della dualità, se ci si spinge troppo in una direzione, si alzerà una forza contraria che provocherà un arresto o un danno), può essere pericolosa. Oltre ad essere un atto di arroganza e non di amore.
È necessario rimanere in costante equilibrio tra il riconoscimento del limite e il riconoscimento delle potenzialità.
Per affrontare i limiti della Terra, la sua forza attrattiva che ci porta verso il basso con la gravità occorre forza, determinazione; per ascoltare le infinite possibilità del Cielo occorre abbandonarsi, lasciarsi andare, affidarsi. Il fuoco e l’acqua sono gli opposti che collaborano al nostro equilibrio.
Tra il cielo e la terra ci siamo noi inseriti con un incastro perfetto, parte di un immenso frattale dove le forze contrapposte ci attirano da una parte e dall’altra. Non si tratta perciò di combattere l’una o l’altra ma piuttosto di sentire qual’e la parte piu debole e porvi attenzione far fluire in quel punto il pensiero , l’energia e cercare di equilibrare. Il guerriero diventa un alchimista, uno sciamano che sa come mescolare le cose per raggiungere questo equilibrio.

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VI EDIZIONE
RONCIGLIANO, VITERBO
18 Giugno Workshop di Vinjasa Flow con Tiziana Rettarolitiziana-rettaroli-yoga-shake 2

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27 Maggio 2016 – PINK FLOYD AND YOGA DANCE AL TRAMONTO con TIZIANA

PINK FLOYD AND YOGA DANCE AL TRAMONTO con TIZIANA

27 MAGGIO 2016

Il tramonto è uno dei momenti piu intensi e magici. Nel cielo i colori diventano sempre piu tenui e tutto intorno a noi sembra lentamente svanire come una musica lontana che a poco a poco si trasforma in un silenzio interiore.

Programma
– Come si abbina la pratica di yoga agli esagrammi dei I Ching
– L’esagramma personale
– La pratica di yoga abbinata al proprio esagramma
– Yoga Dance al tramonto
– Fluisci nel tuo silenzio interiore
– Cena vegan

inizio h 17:00

INFO EVENTO:
Evento su Facebook
Tiziana +39 333 21 50 330

Biglietti e prenotazioni presso il ristorante Nicelli Celebrations
Via Morandi 9, 30126 lido di venezia
Camilla +39 392 2125547

COME RAGGIUNGERE LO STATO DI FLOW: VI RACCONTO LA MIA STORIA

 

FLUIRE IN STATO DI CONSAPEVOLEZZA

Avete mai sentito parlare dello stato di flow?

Nello sport esso viene definito lo stato ottimale , una condizione che  si ottiene quando il soggetto è completamente assorbito dal compito che sta svolgendo, senza avvisare fatica, sopportando così anche training particolarmente duri.

Nella mia personale esperienza lo stato di flow è uno stato abbastanza frequente.

Finora  credevo fosse un difetto ma ora scopro che invece è uno stato ottimale.

Lo stato di flow sembrerebbe manifestarsi in diverse maniere.

La piu evidente è quella dove si perde la cognizione del tempo perche si è completamente assorbiti da un compito.
Quando stavo scrivendo il mio primo e per ora ultimo libro, ad esempio, io  ero in uno stato di flow. Per tre anni dalla mattina alla sera , inchiodata al computer, intenta a raccogliere appunti, idee, al punto da non accorgermi a volte che si era già fatto buio, spesso  saltavo anche il pranzo  (tanto il figlio faceva il tempo pieno) ,  e se  qualcuno mi  rivolgeva delle domande rispondevo in maniera  automatica.

Mi sentivo piena di gioia  a volte addirittura un pochino esaltata, mi dimenticavo i piccoli problemi quotidiani, facevo fatica a rispondere al telefono o controllare le mail, vivevo in un mondo mio dove pensiero ed azione avevano finalmente stretto alleanza. Inoltre non avevo aspettative concrete in ciò che facevo se non quella di creare ordine , eliminare file, riassumere concetti, semplificandone i contenuti, pulire, disintossicare, creare spazio.

La mia fonte di ispirazione sembrava inesauribile e trasmettevo tutto su web senza l’ansia di essere derubata in quanto non erano i miei pensieri la parte preziosa da salvaguardare bensì la fonte da cui essi si stavano generando , che invece non poteva essere in alcun modo  derubata ma solo utilizzata.

Mi identificavo completamente in ciò che facevo e più aumentava la mia capacità nello scrivere più sentivo affiorare qualcosa di grande dentro di me che cresceva sempre di più: una  motivazione intrinseca, un emozione forte,  il piacere  di fare ciò che  stavo  facendo senza pormi il problema del risultato o degli obbiettivi.

Durante la mia pratica di yoga io entro spesso in uno stato di Flow.

Mi sento cioè estremamente bene, sento che  stò  creando per me  un dono molto prezioso.

La mia coscienza attivata offre qualcosa a sè stessa, il corpo segue il ritmo del respiro, allineandosi in maniera naturale agli assi di geometria dello spazio, sento di avere un  forte  controllo su me stessa e sulla mente che finalmente si calma, le emozioni si liberano, creando moivimenti artistici ma estremamente ordinati e precisi.

Non ho obbiettivi se non servire me stessa in linea con gli scopi di vita e la missione che l’universo ha deciso per me, in modo che condividendo la mia esperienza con gli altri, questo servizio possa essere utile a tutti.

Namastè

NEL VIDEO POTETE VEDERE UN TIPICO STATO DI FLOW: MOVIMENTI CIRCOLARI, LENTI CONSAPEVOLI, A RITMO DEL RESPIRO
Seppure la pratica di questa sequenza, come si può notare dal video, sia morbida, dolce e fluida,  la mia immaginazione mi trascina al trigramma  Z’henn , un trigramma presente nel Ba gua e derivante dal  libro dei i Ching, al quale corrisponde l’immagine del Tuono.
Graficamente il trigramma è costituito da due linee morbide Yin, spezzate che si trovano sopra, in superficie ed una linea dura  Yang che si trova in basso come base.

In questa disposizione  esso esprime il concetto di un qualcosa di forte che non trova ostacoli ad esplodere verso l’alto, proprio come il Tuono.

Il Tuono è l’immagine del cambiamento, un’esplosione che ha il potere di cambiare le cose , modificandone l’ordine, il primo grande tuono fu il Big Beng e perciò a Z’henn, alla disposizione di quelle linee, sono collegati i risvegli, le nascite, ma anche le fasi meno irruenti ma potenzialmente molto forti che precedono o seguono le nascite.

Nello spazio lo spirito del Tuono si manifesta ad Est il punto in cui sorge il sole.

I mesi sono febbraio in quanto precede la primavera , un mese in cui tutto sembra ancora morto ma in realta è pronto ad esplodere e marzo  quando le energie cambiano e si trasformano nello spirito del Vento rappresentato dal trigramma Sun.

L’elemento rappresentativo dell’alchimia del trigramma z’henn è il Legno per quella sua tendenza a crescere verso l’alto con forti radici .

Ci sono diversi asana che possono simbolicamente risuonare con questo spirito.

Uno di essi è il cobra nell’atto di sollevarsi in maniera  con metà del suo corpo, mentre con l’altra metà rimane a terra

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e così  simile all’immagine più dolce del semino che non è ancora uscito del tutto ma che preannuncia, facendo capolino, la rottura della zolla di terra sotto la quale è stato accolto e nutrito.

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-IMMAGINAZIONE
Focalizzare l’attenzione sull’immagine grafica del trigramma ed il suo significato di crescita verso l’alto, per stimolare la fiducia in se stessi necessaria per crescere, dando spazio al futuro ed alle nuove possibilità che la vita ci offre in ogni momento.

-PARTE TECNICA DEL COBRA
Il cobra nello yoga viene eseguito con una parte del busto che si solleva, mentre l’altra, dalle anche in giù, rimane saldamente attaccata a terra. Il bacino spinge in basso ed in avanti. Le braccia si ergono con le mani ben aderenti al pavimento e gli avambracci ruotati verso l’esterno per liberare il collo dalle tensioni e consentire ai pettorali di sollevarsi. Alla fine si rovescia , allungando le cervicali, il collo indietro con  lo sguardo rivolto al soffitto.
-SEQUENZA
Sequenza morbida, danzata dove respiro e movimento agiscono in sincronia creando un effetto calmante e meditativo che aiuta a trascendere la mente razionale.

Maggiori dettagli tecnici  della sequenza  a

http://tizianarettaroli.com/lo-yoga-forma-danzata-la-sequenza-del-cobra
SUGGERIMENTO
La pratica è adatta alla mattina, ai mesi che precedono e seguono la primavera,  alla direzione del’Est. Si consiglia di iniziare con lo sguardo rivolto ad Est e dopo aver compito un giro completo di 360° ritornare di nuovo ad Est.

A PRESTO CON ALTRE SEQUENZE

 

COME LO YOGA TI CAMBIA LA VITA

Vi voglio raccontare una storia personale che risponde alla domanda di chi si chiede PERCHÈ FARE YOGA.
Sono molti i motivi per fare Yoga.
Yoga significa unire
La prima cosa che unisce è il corpo alla mente, restituendoci la capacità di collegare il pensiero all’azione, facendoci vivere più intensamente il momento presente e PERMETTENDOCI di assaporare di più il gesto, non solo quello yogico, ma anche il piccolo gesto quotidiano.
Lo yoga ci insegna a dare importanza al gesto, a creare eleganza, a vivere con grazia il nostro corpo e le azioni che ogni giorno siamo chiamati a svolgere.
Lo yoga ci dà consapevolezza e ci aiuta a vivere meglio.

Fare yoga dà forza e creatività , aumenta la volontà attraverso lo stimolo delle forze vitali.

La pratica della serie dei guerrieri ad esempio , attraverso l’allungamento dello psoas e l’apertura del petto , migliora la respirazione ed aiuta ad affrontare gli stress, in quanto stimola il rilascio di endorfine.  Dopo una sola lezione di yoga ci si sente leggeri la mente è più calma il respiro più fluido.

LO YOGA È la BASE VITALE di TUTTE LE NOSTRE ATTIVITÀ QUOTIDIANE.
Lo Yoga è salute, gioia, pienezza di vita.
È adatto a tutte le etá e migliora qualsiasi condizione fisica.

Tutte cose che forse molti conoscono già, ma io voglio raccontarvi la mia storia personale.
Lo yoga infatti ha trasformato la mia vita, da persona che guarda le cose da dietro lo specchio a persona che rompe lo specchio e decide di non limitarsi a guardare ma di uscire dalla caverna.
Lo yoga ha creato fiducia in me stessa e tutto ciò che sembrava impossibile è diventato vero.
In poco tempo ho migliorato le posture che conoscevo, ne ho fatte di altre che credevo impossibili, almeno per me.
La mia energia aumenta di giorno in giorno dopo ogni pratica e la mia salute diventa ogni giorno migliore.
Ho risolto problemi articolari, ai quali mi ero rassegnata e che consideravo ormai parte di me.
La mia pancia si è appiattita ed è migliorata la digestione.
Lo yoga difatti rallenta il processo del tempo ed a volte addirittura lo inverte.
L’aumento delle forze vitali si riflette in tutto ciò che succede nella vita.
Sentite cosa mi è successo semplicemente uscendo dalla mia ” caverna”.
Avevo fatto uno shooting fotografico con l’idea di avere  delle immagini che ritraessero la mia evoluzione in certe posture. Il mio primo shooting di yoga.
Un giorno dello scorso anno mi arrivò una telefonata: ero stata selezionata, sul sito della fotografa che mi aveva fatto lo shooting come testimonial per la locandina dello Yoga Festival.
Non potevo credere alle mie orecchie; perchè ero stata scelta proprio io tra tante altre modelle?

 

Le sorprese non finiscono quì dal momento che la mia domanda di partecipazione alla grande edizione dello Yoga Festival di Milano, riservata ai nomi più importanti del panorama internazionale e che in altri momenti della mia vita non avrei neanche preso in considerazione  a causa di quella vocina interiore che ha sempre sussurato alle mie orecchie e che suona più o meno così…“ma come puoi aspirare a cose del genere, non sono fatte per te “,  è stata accolta ed ha avuto il patrocinio di Yoga Journal, la testata più significativa dell’universo editoriale yogico. E così la mia foto con la descrizione di me è stata pubblicata su una pagina del giornale dedicata al festival dove io apparivo tra le nuove proposte dello yoga in Italia.
Faccio conferenze e seminari parlando davanti ad un pubblico senza paura che in quanto timida o ex timida costituisce per me un grande progresso.
Ho scritto un libro di Feng shui, l’altra mia grande passione, pubblicato con successo due anni fa che ha avuto moltissime recensioni positive.
Il mio atteggiamento è cambiato, sorrido di più, sono migliorate le relazioni ed ogni volta che qualcosa mi disturba osservo senza giuduzio aspettando di capire il perchè.
Impossibile?…no tutto vero!!

Lo yoga risveglia il nostro potenziale perchè stimola le nostre forze vitali interiori che sono normalmente assopite e proprio per questo induce miglioramenti su tutti gli aspetti della vita, sia fisici che mentali, ci eleva e ci distoglie da tutto ciò che è inutile per la nostra evoluzione, facilita la realizzazione personale ed il riconoscimento di ciò che siamo e ciò che possiamo diventare.
Lo yoga realizza il potenziale di ognuno di noi e per questo la sua diffusione è importante perchè contribuisce a realizzare la pace nel mondo.
Ho deciso perciò, cercando di fare del mio meglio, di diffondere lo yoga il più possibile e con tutti i mezzi a disposizione e di praticare ogni giorno con costanza e dedizione affinchè la mia pratica, migliorando me stessa, possa contribuire a migliorare l’umanità.

IL RISVEGLIO DEL RETTILE

La nostra essenza contiene una parte rettile che giace immobile ed addormentata nella zona che non a caso corrisponde al cosiddetto osso sacro. Ma sacro perchè?
Lì si suppone ci sia la kundalini, rappresentata dal serpente addormentato, che ogni persona che ha inziato a fare un percorso spirituale nel mondo dello yoga conosce e che è una forma latente di energia il cui risveglio corrisponderebbe ad un processo di elevazione verso l’alto, verso lo spirito.
Il percorso per il risveglio del serpente parte dall’osso sacro in corrispondenza del chakra della radice e sale, attraverso la colonna vertebrale, verso l’alto fino ad arrivare al chakra della fontanella.
Tutti noi abbiamo una parte rettile la cui memoria può essere sempre risvegliata.
Questo non deve stupirci dal momento che nelle prime settimane di gestazione l’embrione umano assomiglia in tutto e per tutto a quello di un serpente.
Le asana che propongo sono piegamenti indietro che agiscono direttamente sulla colonna vertebrale e con la pratica la rendono flessibile come quella di un rettile risvegliando così in noi la sua memoria con una serie di effetti collaterali. Si diventa più creativi, si hanno delle forti intuizioni, la vita diventa piena di eventi finora ritenuti impossibili e comincia a prospettarsi un panorama di possibilità che solo il risveglio del rettile rende visibili, creando i presupposti per una mente aperta.
Infatti ad un corpo chiuso corrisponde una mente chiusa.

La vita sedenteria ci porta in direzione della chiusura in quanto il corpo forma una curva contraria a quella che servirebbe per tenerlo aperto, con consegunze che noi notiamo sopratutto a livello fisico: scoliosi, dolori al collo, alla schiena, disturbi digestivi ecc, oltre ad un portamento sicuramente poco elegante.

Ma gli effetti sono molteplici anche a livello mentale. Chiudersi in se stessi, con la schiena curva, le spalle che si alzano verso le orecchie, il trapezio in continuo stato di tensione, procura dei blocchi che inducono a vedere le cose in maniera ristretta spesso perdendo la visione d’insieme.

Anche a livello spirituale la chiusura del corpo crea scompensi in quanto inibisce il senso di unione con gli altri, di compassione, di empatia.

Nello yoga le asana relative ai piegamenti indietro possono veramente fare miracoli trasformando la nostre vite rassegnate e chiuse dentro un finto muro di impossibilità, in vite libere, creative e piene di relazioni d’amore.

Per abituarsi ai piegamenti indietro e per contrastare la tendenza a piagarsi in avanti tipica della vita sedentaria dell’uomo di oggi vi offro questo piccolo e semplice esercizio ma molto importante per iniziare la trasformazione

ESERCIZIO BASE QUOTIDIANO

L’esercizio alla base delle aperture indietro è semplice e possiamo farlo tutti in qualsiasi momento della giornata: seduti sulla seggiola della scrivania, in piedi nell’autobus ecc.

L’esercizio  consiste nel portare le braccia distese dietro alla schiena, afferrare un polso con la mano contraria, allungare il più possibile le braccia verso il basso e tirare con la mano il polso fino a quando non avviene una rotazione del braccio dall’interno verso l’esterno ed un sollevamento, conseguente a tale rotazione, del petto verso l’alto.

FOCUS

Concentrati sulla punta inferiore delle scapole che spingono verso lo sterno il quale sotto l’effetto di questa spinta sale verso l’alto

Concentrati sullo stomaco che si solleva liberando dal suo peso la parte di colon sottostante, creando uno spazio in cui respirare

LO YOGA DELLE 8 TRASFORMAZIONI DELL’ESSERE

Nello yoga delle 8 trasformazioni dell’essere il risveglio del rettile fà parte della quarta trasformazione  e corrisponde al settore del ba gua situato a sud ovest. In questo settore l’immagine corrispondente è kun, la terra, l’immagine del femminile che accoglie e nutre. Entrare nell’archetipo della madre che condivide accoglie e protegge crea unione, amore, serenità e rapporti affettivi duratori: l’amore materno non finisce mai. Ci si può aiutare portando consapevolezza durante le asana di questa sequenza alla sensazione di gioia che proviene dalle aperture profonde del petto. Dalla gioia scaturisce l’amore.

Nel Ba gua  a questa immagine è collegato il concetto di matrimonio.

Con lo yoga possiamo collegarci all’immagine del matrimonio, dell’unione, della terra, dell’archetipo femminile di madre, con le asana che agiscono sul chakra del cuore , aprono il petto e la schiena nella parte alta e media.

TRA LE ASANA CONSIGLIATE: con queste asana possono crearsi innumerevoli  sequenze
Urdha Dhanurasana
Ustrasana
Chachrasana
Bujangasana
Dhanurasana

La stagione ideale per entrare nello spirito di questo simbolo è fine estate

 

 

 

 

YOGA PER LA MENTE

Tra le asana utilizzate per un azione a livello del sistema nervoso le più importanti sono Uttanasan

a e Prasarita Padottanasana e cioè quelle asana capovolte a testa in giù ma con i piedi che toccano terra. Rientrano tra i piegamenti in avanti ed agiscono sull’ allungamento dei muscoli posteriori di gambe e cosce, soprattutto sul meridiano del fegato.

Questi piegamenti a lungo andare diventano benefici per il sistema nervoso e progredendo nell’allungamento il beneficio diventa subito tangibile. Appena si entra nell’asana ci si sente immediatamente bene, il mondo cambia, lo stress si dilegua, la mente si calma; si ha la sensazione di essere arrivati a casa, in un luogo di pace

Questo non succede all’inizio, quando ancora per mancanza di allenamento le posizioni risultano scomode ma se si utilizzano i props ( mattoncini ecc per appoggiare la testa che ancora non arriva a terra), si può ottenere fin da subito quella sensazione di benessere, come di essere entrati un luogo di pace, dove non esiste passato e futuro ma solo l’azione del momento, l’asana e le sue sensazioni a livello di gambe, piedi testa e respiro , e quindi il presente.

Utilizzato nello yoga di Iyengar per curare le forme d’autismo , ipertensione, eccesso di stress, iperattività, deficit attentivo.

TECNICA

Uttanasana leggero
Tadasana a piedi leggermente divaricati e paralleli. Allungare il corpo in avanti con le braccia in avanti come per afferrare qualcosa. Il bacino si capovolge lentamente indietro e si percepisce l’allungamento della parte dietro del ginocchio. Scendere dalla posizione di 90° allungando in avanti fino ad arrivare al massimo delle proprie capacità afferrare i gomiti con le mani ed abbandonare la testa alla gravità

Prasarita Padottansana come Uttanasana ma a gambe divaricate